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L’isola di Fogo e i miracoli della genetica

C’è un posto a Capo Verde che sembra non appartenere al mondo reale, si chiama Cha das Caldeira e si trova sull’isola di Fogo all’interno del cratere di un vulcano. L’eruzione del 2014 con un impeto incredibile ha distrutto e devastato ogni cosa, risparmiando però la vita a chi in quei luoghi viveva. Visitai per la prima volta Cha das Caldeira nel 2012 e fu come entrare in una dimensione surreale.L’isola di Fogo e i miracoli della genetica Nel 95 fiumi di lava avevano disegnato un paesaggio lunare color antracite e sui i terreni fertilissimi piante dai frutti coloratissimi creavano contrasti naif. Tutto intorno le pareti del cratere riflettevano strani giochi di luce avvolgendo un piccolo villaggio fatto di case di pietra lavica e tetto in paglia. La chiesa, la scuola, e piccoli negozietti creavano una dimensione di quotidiana normalità. Credo sia il posto più strano e più affascinante che abbia mai visto nella mia vita. Raggiunsi il massimo dello stupore quando cominciai ad incontrare gli abitanti di quei luoghi, gente con la pelle scura, i capelli biondi e meravigliosi occhi chiari. Ma come è possibile, mi chiesi, che a Capo Verde all’interno di un vulcano ci siano persone così particolari e aggiungerei, così straordinariamente belle? Come disse qualcuno:” questa è una storia che vale un viaggio”. Diventò tutto chiaro quando scoprii che il cognome più diffuso a Cha das Caldeira fosse Montrond e che le persone che incontravo altro non erano che suoi diretti discendenti. Si narra infatti, che il conte Armand de Montrond, ricercato per un duello finito male, nel 1860 su rifugiò presso l’isola di Fogo e nell’attesa di una nave che lo portasse in Brasile, si consolò con le autoctone collezionando ben 12 mogli grazie alle quali ebbe origine la sua affollatissima stirpe. La legge di Mendel ha poi fatto il resto, creando un meticciato tra i più straordinari.